A te che mi stai leggendo.
.

Il
perché.
Ricorderò per sempre quella mattina di novembre, ero in ospedale che svolgevo il mio lavoro di medico , quando ricevetti quella telefonata, era mia figlia più grande Elena che mi comunicava che era successo un incidente stradale a Matteo e a Laura, gli altri miei figli.
Elena era capo equipaggio di una ambulanza di volontari che erano andati a prestare soccorso proprio nell’incidente dei suoi fratelli. Matteo partiva con l’eliambulanza per la rianimazione di Brescia e Laura era già partita con un’altra ambulanza verso il pronto soccorso. Sentivo Elena abbastanza tranquilla e ciò tranquillizzava pure me.
Dopo
poco non avendo più notizie telefonai al pronto soccorso per avere notizie di
Laura , pochi secondi e una amica di Rinalda, mia moglie ,
mi disse che Laura era morta.
Non
è possibile , non può succedere a me.
Erano
le otto e trenta e la mia vita cambiava
completamente.
Ricordo
quante volte mentre ero in ospedale, ,
sentivo e vedevo genitori urlanti in pronto soccorso ed io li ignoravo.
Scappavo la morte , girandole le spalle.
Povero ignorante.

E’
che un fatto così come quello di sopravvivere ai propri figli non era neppure
contemplato nel mio vocabolario. Ero
estremamente tranquillo che mai
niente di grave potesse loro accadere.
Incominciai
mentre passavo le ore fuori dalla rianimazione
a leggere e informarmi, non poteva finire tutto così
Laura già mi indicava la strada per
raggiugerLa .

Mentre
cercavo in internet qualcosa che neppure io sapevo, un piccolo appunto di una
Signora di nome Adriana spiegava come era possibile comunicare con
quelli che pensavo una volta fossero i morti.
La
dolcezza di quella Signora mi portò
a Mestre un pomeriggio di un martedì.
Ricordo
quanto dolore stava in quella sala.
Vicino
a me tante persone .
Io
sono stato fortunato perché
ricordo bene che dentro di me c’era però già la piccola candela che
rischiarava il cuore dal buio dove era piombato. Ma mi vergognavo a dire questo
anche a Rinalda perché sembrava che volessi
poco bene alla mia Piccolina se non soffrivo violentemente
Mi
sono deciso a scrivere, con fatica, queste poche righe .
Adriana già da qualche tempo mi aveva chiesto se volevo raccontare la
mia esperienza, ma il dolore è ancora forte. Ma eccomi qua.
Mi
sono deciso solo perché penso che un giorno Tu leggerai questo ed avrai il cuore a pezzi e maledirà
il Signore e non vorrà più continuare a vivere.
Caro
amico e cara Amica questo l’ho scritto per Voi
Non
c’è la morte, i nostri Cari sono
vivi, eccome, parlano, ridono, giocano, amano.
Ci
proteggono e ci aiutano. E vogliono comunicare con noi.
Io non voglio insegnaTi niente ne darTi consigli che altri meglio di me possono darTi.
Voglio solo regalarTi la certezza dell’esistenza oltre il
trapasso.
Se
poi dopo aver letto questo vorrai parlare, io ci sarò, per spiegarTi che strada
ho intrapreso.
A
Mestre c’è un gruppo di persone
che si chiama Il Cerchio Verde di Venezia
A
coordinare le nostre attività c’è una bella Signora che da
venticinque anni fa del bene, e lo fa tanto volentieri
Il martedì qualsiasi cosa io faccia, parto e vado dai miei nuovi amici,
siamo tutti un bel miscuglio, ma abbiamo tutti lo stesso scopo: sorreggerci .
Se
Tu vuoi la porta è sempre aperta. Entra liberamente e bevi a questa fonte.
Prima
di tutto ringrazio il Signore per avermi fatto scoprire la fede che non avevo.
Poi
ringrazio Laura che è sempre vicina e non solo nei pensieri, perché mi sta
insegnando a vivere veramente.
Poi
ringrazio il Maestro Zusuru che
sempre mi aiuta con Laura
Un
ringraziamento speciale a Fabio, figlio di una mamma del gruppo ,anche Lui
figlio di luce , mio dolce amico, che Ti sei preso cura della mia Piccolina,
Poi
ringrazio i Maestri del Cerchio Firenze 77 perché senza i Loro insegnamenti non ce l’avrei fatta.
Grazie
di cuore ai miei amici del Cerchio,
care Ragazze e Ragazzi, mi avete aperto il cuore e ci avete messo il
Vostro amore
E
poi noi siamo qui, ognuno con la propria peculiarità, con la propria
storia,siamo terreni ma abbiamo un dono particolare la fede nella Dimensione.
Apri
la porta del Cerchio , ed entra in casa Tua.
Ti stiamo aspettando
Ciao
Stefano
.