Dolore
e Sofferenza .
![]()
Gentili amici , introdurre un
discorso sul dolore e la sofferenza non è cosa facile , anche se tutti siamo
consapevoli di quale rodimento psicologico ci inducono . Il dolore e la
sofferenza sia pure per una condizione fisica
o psicologica , contengono
molte sfaccettature che poggiano su precise ragioni , le quali tormentano
l’uomo in base alla gravità della motivazione . Al di là delle teoriche
affermazioni convincenti della
filosofia spirituale , non si può
negare che gli accadimenti dolorosi e tragici nel percorso della vita
quotidiana , sono dovuti
spesso per il nostro comportamento , poi ci assale un senso di ribellione per i
risentimenti costretti a reprimere , per cui
provocano ulteriore sofferenza .
Vivere la vita è vivere la nostra storia ,l’istante presente viverlo in tutta la sua pienezza nella complessità di quanto ci accade , e osservare sviluppando la capacità di modificare positivamente l’urto di ogni cosa . Certamente quando l’istante presente viene funestato per la morte di un congiunto , oppure per la cattiva notizia di una metastasi in corso , cosa succede nella nostra mente ? E’ difficile essere razionali quando si rimane impietriti da tanto dolore e sofferenza , l’impatto di risentimenti e di sconforto è invalicabile ,e non c’è forza di sopportare tale tensione emotiva quando la febbre della sofferenza strazia l’anima .
![]()
Perché mai tanto dolore e sofferenza affligge l’essere vivente
lasciando spesso segni indelebili? Patimento , angustia , strazio ,
dolore ecc.. sentimenti angoscianti che pervadono tutto l’essere . Che siano
lacerazioni fisiche
o sofferenze psicologiche sono la ragione in cui spesso ci si rivolge a
“ Dio “ con suppliche per un suo intervento nel porre fine a tanto dolore .
Oppure con grande risentimento ci si rivolge a Lui imprecando e maledicendolo
,come fosse la causa di tanta sofferenza fra la gente . E’ un’accusa che
manca di obbiettività e amore verso
Colui che Creò il Mondo. Non si può includere Dio sulle nostre
tragedie di dolore , è noto che Egli è
colui che ama e produce
saggezza e non può essere causa di tanto dolore e sofferenza ,perché ama i
suoi figli in egual misura .
La specie umana entità più completa e organizzata del pianeta , da
sempre si chiede quale sia la giustificazione di tanto dolore e sofferenza ,
in cui non esiste nessuno antidoto a favore di tutti gli esseri che soffrono .
Eppure la vita lo insegna se
vogliamo sopravvivere al dolore . L’esempio dell’aspetto fisico dell’uomo
informe per natura dalla nascita ,
lo coglie la sofferenza quando si
fa strada la consapevolezza della propria condizione , il soggetto dopo tanta
conflittualità interiore riesce a risolvere con mutamenti di pensiero e di
atteggiamento ad accettarsi,
soprattutto con la volontà e la forza di pensiero che non può essere separata
dalla forza del corpo . Quindi rientra in una condizione accettata supinamente ,
che comunque permette una risposta
allo sconforto riuscendo scemare la sofferenza
e sopravvivere al proprio disagio .
Sono convinto che l’universo uomo, per sua natura contempli in se la
sofferenza come la gioia , l’amore e la felicità , soltanto che i molteplici
aspetti della sofferenza e del dolore ,
per la logorante persistenza incidono
solchi profondi e laceranti che a livello psicologico e difficile a colmare , e
spesso ci inducono al punto di desiderare la morte .
C’è chi dice che si può controllare il dolore e la sofferenza . Come
è mai possibile quando tanto
dolore viene registrato dalla mente , mettendo fine temporale alle funzioni
della mente stessa ? Cosa succede alla
mente quando il disorientamento è
in atto , senza ravvedersi del proprio stato? Quale fenomeno subisce ?
Certamente non si controlla la sofferenza quando il grido di dolore sale .
Quando l’integrità psicologica ci
annulla riducendo ad un turbamento di interferenze incomprensibili e in momenti di razionalità
quando c’è , si comprende che
non ci sono alternative . Le malattie , le tragedie e la morte che provoca tanto
dolore ci inducono a chiudersi in
uno stato di apatia spesso dovuto
per egoismo e di indifferenza
a tutto ciò che accade attorno a noi .Sono esperienze che induriscono e
rendono difficile il percorso della vita , in un coinvolgimento
che contempla il programma
evolutivo dell’essere per scelta
avvenuta a monte , prima
della nascita .
![]()
E’ utile ricordare a chi
si dispera per la morte di un congiunto , che l’essere umano è una spirito
incarnato nella materia dell’uomo , anche se non ci rendiamo conto di essere
in essenza spirito . Le esperienze nell’arco della vita dell’uomo positive
quanto negative sono utili per la
conoscenza dell’uomo stesso , e sono necessarie per l’evoluzione
dello spirito . Quindi nel rapporto
fra lo spirito e la mente
e i delicati processi psichici ,si presume che ci sia una procedura
che inizia dallo spirito che incanala i pensieri e tutto viene
filtrato dalla mente che ,
a causa delle circostanze di sofferenza si trova nell’impossibilità di
essere razionali nelle scelte da fare .
Non ci sono parole di
cordoglio a tanta disperazione ,
nemmeno pensando che con la morte fisica dell’uomo , quindi con il
disfacimento della materia , pensando pure che
lo spirito liberato dai stretti confini della materia , ritrova la sua
libertà nell’infinito mondo
dell’eternità , è sempre difficile contenere
la disperazione e accettare questo
principio.
Non dobbiamo dimenticare che
la vita dell’uomo è un programma di sentimenti evolutivi , che danno senso
alla vita , quindi l’esperienza evolutiva
deve piegare la sofferenza , perché essa è la negazione
della gioia e della felicità . Superare il decorso degli eventi tragici
soprattutto con amore , per l’amore di coloro che ci sono accanto
e condividono la stessa pena . La vita senza amore non ha ragione di
esistere , l’amore è passione ,
è la volontà di superare tutte la
traversie che ci pone la vita ,
è anche saggezza che correda i sentimenti più nobili dell’uomo , in
scintille divine che inneggiano alla felicità , costruendola dentro e fuori di
noi stessi , malgrado le subite lacerazioni
dell’anima .
Non avrebbe senso la vita se vedessimo le cose nello stesso modo , la
sofferenza , come la gioia e la felicità è
insita nella natura dell’uomo , quindi dobbiamo prendere consapevolezza dei nostri limiti, considerando
che il dolore e la sofferenza viene vissuta secondo
la gravità dell’evento e la sensibilità del nostro sentire interiore
. Anche se il percorso della vita viene
coinvolto fra luci e ombre , gioia
e dolore , è la luce dell’amore che sorregge l’uomo nella propria esistenza
, coltivando amore per se e largire
amore al prossimo , per una fede costruita in una
nuova speranza attiva che
illumina le menti , rianima i cuori per
la pace dell’anima .
A sempre Giorgio
Penzo